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Digital Engineering

Impresa innovativa: nel white paper Cefriel suggerimenti sul cosa fare

Whitepaper

Giugno 10, 2022

Secondo il Rapporto 2022 “Super Smart Society: verso un futuro più sostenibile, resiliente e umano centrico”, realizzato dalla Innotech Community di The European House – Ambrosetti, l’Italia è al quintultimo posto per quanto riguarda la performance complessiva dell’innovazione, a grande distanza da Francia e Germania. Dal rapporto emerge che il nostro Paese è frenato per quanto riguarda la capacità di costruire un solido ecosistema dell’innovazione.

Quali sono gli ostacoli all’innovazione?

In primis, si legge nel  white paper “L’impresa innovativa” scritto da Nadia Fabrizio, Alfonso Fuggetta, Sonia Montegiove e Laura Sfardini, c’è una sbagliata sovrapposizione tra l’ambito della ricerca e quello dell’innovazione: la ricerca è la creazione di conoscenza, mentre l’innovazione deve avere impatto, non necessariamente o unicamente dal punto di vista economico, sul mercato e sulla società.

“Uno degli snodi centrali da affrontare nel nostro Paese – dice Alfonso Fuggetta, amministratore delegato e direttore scientifico di Cefriel – è sicuramente quello di passare dall’intento all’impatto, ovvero dal desiderio, dalle dichiarazioni di principio e di indirizzo politico a favore dell’innovazione, ad azioni concrete da realizzare insieme a imprese e PA”

Un altro ostacolo all’innovazione è la concezione stessa che si ha di questo concetto, per cui spesso si pensa che fare innovazione sia acquistare tecnologia digitale, quando invece  coerente evoluzione dell’impresa che coinvolga tutte le sue dimensioni: organizzazione, modelli di lavoro, competenze, ruoli, ma anche struttura dell’offerta e modello di presenza sul mercato.

Tra i problemi anche quello che vede un’impresa, anche la più innovativa, tentare di svilupparsi in un mercato immaturo. Da questo punto di vista, le imprese devono essere le prime a richiedere che nel Paese ci sia un coerente quadro di norme che tutelino competizione e concorrenza, utilizzino il procurement pubblico come strumento di promozione del mercato, senza tuttavia in alcun modo stemperare o violare le norme e le buone pratiche a tutela dei lavoratori, della legalità e dell’ambiente.

Sono frenanti anche le considerazioni per cui un’azienda piccola sia sinonimo di agilità e dinamismo, quando invece l’essere piccolo deve essere un fenomeno transitorio in un processo di crescita che preservi dinamismo e agilità e garantisca capacità d’investimento e di sviluppo di competenze e know-how. Solo limiti anche il vivere dei successi del passato, senza evolvere o ricercare la protezione dalle novità, incuranti dei cambiamenti e delle sfide che la competizione globale propone e impone.

Quali le direzioni di intervento per far sì che l’impresa diventi innovativa?

In primo luogo è necessario che vi sia un cambiamento culturale volto all’innovazione che parta dai vertici aziendali. Come conseguenza di una visione matura e innovativa dell’impresa, essa deve avere una struttura sempre più piatta, con pochi livelli gerarchici, aperta, agile, con responsabilità e criteri di successo chiari e condivisi. In particolare, è necessario promuovere e premiare responsabilità, autonomia, valutazione e riconoscimento del lavoro dei singoli.

Inoltre, se è vero che tutte le dimensioni dell’impresa devono essere ripensate per promuovere l’innovazione, esistono almeno tre ambiti che devono essere chiaramente previsti e sviluppati: scouting e open innovation, come processo di apertura dell’azienda verso l’esterno, finalizzato a raccogliere idee per creare un dialogo costante; foresight, cioè una modalità di orizzonte che non sia trimestrale o semestrale, ma che guardi ai trend sociali e tecnologici, così da poter essere consapevole dei cambiamenti e delle trasformazioni che il futuro potrebbe portare; project management, ovvero la promozione di una cultura diffusa di progetto sia dal punto di vista metodologico e di competenze, che da quello organizzativo e operativo.

Tra le direzioni fondamentali che rendono un’impresa innovativa c’è poi quella secondo cui essa debba essere gestita in “real time”, ovvero debba essere capace di raccogliere e analizzare i dati senza inutili latenze e ritardi, garantendo una visione unitaria e coerente delle dinamiche d’impresa a tutte le sue persone. Perché tutto ciò sia possibile, l’impresa si deve dotare di infrastrutture e strumenti che sostengano e aiutino tutte le persone e le strutture organizzative a operare in modo coordinato e sinergico.

Scarica il white paper per saperne di più

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