Corporate
Cefriel Innovation Summit 2026: come costruire l’impresa “future-proof” nell’era dell’AI
News
Ottobre 13, 2026
Ad aprire l’evento il presidente di Cefriel, Stefano Venturi, che ha sottolineato la necessità di governare attivamente un vero e proprio cambiamento d’epoca.
“Saremo noi a governare la tecnologia o sarà la velocità della tecnologia a governare noi? Stiamo costruendo macchine sempre più intelligenti, ma stiamo diventando abbastanza saggi da decidere noi che cosa vogliamo fare?”. Questa la domanda di apertura dell’evento fatta da Venturi.
Per farlo, serve un ecosistema solido che unisca formazione avanzata, fiducia nelle collaborazioni e resilienza. Su questi temi si sono confrontati Donatella Sciuto, Rettrice del Politecnico di Milano, il Generale Marco Lant, Comando Forze da Combattimento, e Valentina Lo Voi, Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, i quali hanno confermato come l’agilità organizzativa e la consapevolezza del rischio informatico siano ormai requisiti imprescindibili anche per le strutture più complesse.
Oltre lo strumento: l'AI come istituzione
Cosimo Accoto, MIT Boston, e Ivana Pais, Università Cattolica, hanno analizzato la trasformazione in atto dal punto di vista sociologico e istituzionale. È emerso chiaramente come l’Intelligenza Artificiale non sia un semplice “tool” aziendale, ma un’infrastruttura in grado di creare mercati autonomi e rivoluzionare i processi organizzativi, imponendo nuove modalità di condivisione delle competenze tra le diverse generazioni aziendali.
I dati al centro della strategia aziendale
Al centro di questa strategia vi è la necessità di sviluppare nuove capabilities: un insieme integrato di persone, processi, dati, tecnologie e governance capace di trasformare il potenziale delle tecnologie digitali in risultati concreti per il business. È una prospettiva che sposta l’attenzione del top management dall’adozione della tecnologia in sé alla capacità dell’impresa di connettere conoscenza, relazioni e dati, tutelando il proprio “Corporate Data Asset” per generare nuovo valore competitivo.
L’invito di De Biasio alle persone presenti è stato ragionare su quali dati possono abilitare il proprio business e a vedere nel digitale un elemento presente in tutti i processi aziendali, presidiando l’area grigia che oggi separa la strategia discussa nei board dalle decisioni prese in ambito innovazione, vissute come un fatto puramente tecnico.
Questo nuovo paradigma strategico sta già ridefinendo numerosi settori. Lo hanno confermato le testimonianze del panel dedicato alle esperienze sul campo, moderato dal giornalista Alessio Jacona: Giuseppe Lauria, Tesya, Carolynn Johanna Tschuor, Sorgenia, Pierluigi Zambelli, Gruppo Saviola, e Barbara Sala, Delcon, hanno spiegato in modo corale come le rispettive aziende stiano mettendo a terra la trasformazione guidata dai dati, bilanciando l’evoluzione dei servizi con la necessaria gestione del cambiamento culturale interno.
Orizzonti fisici e cybersecurity
A chiusura dei lavori, lo sguardo si è allargato alle sfide imminenti poste dalla convergenza tecnologica. In particolare, sono stati esplorati l’impatto della “Physical AI” e della guida autonoma sui futuri modelli di mobilità urbana, illustrati da Sergio Savaresi, Politecnico di Milano, e le nuove dinamiche proattive di cybersecurity per la difesa delle reti, analizzate da Giovanni Vigna, University of California Santa Barbara.
Il Summit ha lasciato ai partecipanti una chiara consapevolezza: l’impresa “future-proof” si costruisce dotandosi di flessibilità, investendo sulle competenze umane e governando il dato come leva per riscrivere la propria competitività sul mercato.