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Economia circolare

Economia circolare: sempre più centrale nelle agende istituzionali e nelle strategie economiche

Vision

Gennaio 30, 2023

L’Economia Circolare è oggi un tema sempre più centrale nelle agende istituzionali e nelle strategie economiche. Se talvolta alcune iniziative sono marginali e maggiormente finalizzate ad azioni di comunicazione, perseguire un modello di business sostenibile può comportare una radicale innovazione dell’offerta verso il mercato. Esistono oggi molteplici azioni che permettono di raggiungere obbiettivi legati all’Economia Circolare: modificare il design dei prodotti e la scelta dei materiali, rigenerare materie prime o componenti, creare sinergie industriali locali, scegliere opportunamente i fornitori per migliorare la filiera, e molto altro.

Tuttavia, un driver spesso ignorato, ma di grande efficacia, consiste nell’investire nel prolungamento della vita utile dei prodotti: se da un lato la minor produzione di beni porta con sé un risparmio energetico e di materie prime, al tempo stesso, sul medio termine, comporta una riduzione di prodotti venduti con una potenziale perdita di ricavi.

Le tecnologie digitali possono offrire una soluzione a questa dicotomia: sfruttando il potenziale dei dati, è possibile aggiungere servizi che garantiscano in modo continuativo di ottenere i ricavi lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, e non solo in occasione della specifica transazione di acquisto; questo processo è chiamato “Servitization”.

Per favorire l’ideazione di servizi a partire dai dati generati dall’uso di un prodotto, in Cefriel proponiamo di identificare tre tipologie di servizi:

  • Servizi tradizionali “Data Improved”. Afferiscono a questa tipologia tutti quei servizi che permettono di garantire la continuità di funzionamento dei prodotti o la riduzione dei tempi di fermo: ad esempio la manutenzione predittiva, l’ammodernamento basato su dati, il supporto da remoto o l’invio proattivo dei componenti di ricambio.

  • Servizi avanzati verso “New Market”. Questa tipologia di servizi nasce come evoluzione ulteriore dei servizi tradizionali Data Improved: sfruttando al massimo il potenziale dei dati, si vanno a comporre servizi relativi a mercati differenti rispetto a quelli del prodotto. Per esempio, un’azienda che produce camion potrebbe vendere software di gestione delle flotte con consigli personalizzati basati sullo stile di guida dei diversi autisti. Oppure le aziende di automobili potrebbero offrire servizi assicurativi strettamente legati all’utilizzo del veicolo, come i chilometri percorsi come elettrico da parte di un motore ibridi. Questa tipologia di servizi abilita una grande versatilità nell’indirizzare al meglio i bisogni degli utenti, ma comporta al tempo stesso il rischio di spostarsi verso mercati nuovi e non abituali per l’azienda.

  • Servizi “Pay-per-Use. Questi servizi prevedono la cessione al cliente del prodotto in comodato d’uso: l’azienda mantiene la proprietà del bene e il cliente ne paga soltanto l’utilizzo. Questa tipologia di servizi indirizza il bisogno dei clienti di mitigare i rischi di mancato funzionamento del prodotto, o più in generale riduce lo stress del cliente, fornendo all’azienda un ruolo più attivo nel garantire il funzionamento del prodotto. Il prolungamento del ciclo di vita del prodotto incrementa la marginalità dell’azienda che si pone all’inizio e alla fine del ciclo di vita dello stesso. Gestendo anche lo smaltimento a fine ciclo, l’azienda beneficia del recupero di materiali o semilavorati da reimmettere all’interno del ciclo produttivo, ottenendo un risparmio economico e una maggiore sostenibilità.


La Servitization offre dunque al digitale un ruolo da protagonista nel perseguire obbiettivi di Economia Circolare: i dati a disposizione diventano ingredienti da combinare per creare servizi innovativi. Se il principale obbiettivo, in accordo al Design Thinking, deve essere l’utente e i suoi bisogni, al tempo stesso conoscere l’offerta di dati a disposizione permette di immaginare servizi facilmente realizzabili, con un rapido time-to-market e costi limitati. Diventano dunque estremamente preziosi gli Ecosistemi Digitali, sia attivati internamente alle aziende per favorire il riuso degli asset aziendali, ma anche in contesti più estesi, per poter richiedere e integrare flussi dati di soggetti partner, come il Data eXchange Marketplace (DXM) del distretto MIND o l’Ecosistema Digitale E015.

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