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Lavorare con Blockchain: la parola a Gian Marco Pettine

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Marzo 21, 2022

Gian Marco Pettine è un giovane ingegnere che lavora in Cefriel da ottobre 2020, occupandosi anche di progetti legati a Blockchain.
“Sono entrato in Cefriel perché ho fatto lì la mia tesi di laurea magistrale” – spiega Gian Marco. “Ho studiato ingegneria matematica al Politecnico di Milano, con specializzazione in finanza qualitativa. Mi sono avvicinato a Blockchain perché quando frequentavo l’università, ho ascoltato alcune lezioni di quelli che attualmente sono miei colleghi in Cefriel e mi sono subito appassionato alla materia. Ho chiesto di poter fare la mia tesi in Cefriel, ho fatto dei colloqui e adesso lavoro su diversi progetti in Cefriel”

Nel corso della puntata di Data Jobs, trasmissione de Il Sole 24 ore condotta da Luca Tremolada e Andrea Gianotti, Gian Marco Pettine è stato intervistato per spiegare cos’è la blockchain e raccontare il progetto “Qui Vicino”, un progetto di certificazione della filiera a cui ha partecipato per controllare da smartphone dove vengono le farine usate dal panificio e supportare il lavoro degli agricoltori di un territorio. Una sorta di pane a kilometro zero.

Qual è il problema che risolve Blockchain?

“Blockchain – spiega Gian Marco – risponde a una esigenza specifica, ovvero a come trasferire valore in Internet tra due utenti senza una terza parte fidata. Se ci sono tanti utenti che non nutrono fiducia reciproca e devono scambiarsi valore in modo asincrono, allora possono usare Blockchain. Questa tecnologia nasce come registro digitale distribuito e decentralizzato: chiunque può accedere al registro, può scriverci e può conservarne una copia. Le transazioni sono organizzate in blocchi, sono trasparenti e immutabili, tanto da poter documentare i passaggi che per esempio occorre certificare nelle filiere”.

In quali scenari ha lavorato Gian Marco?

“In Cefriel – racconta Gian Marco – ho lavorato e sto lavorando in ambito industry e supply chain, in particolare in scenari di manutenzione predittiva e IoT. Per esempio, nelle fabbriche in ci sono macchinari che producono prodotti, abbiamo usato blockchain per mappare e certificare il processo di manutenzione dei macchinari, in cui sono coinvolte più parti e con blockchain si possono tracciare in modo trasparente e certo gli interventi effettuati. Oltre a questo ho lavorato in ambito energy e agroalimentare”.