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Digital Ecosystems

La storia dell’ecosistema digitale E015

News

Settembre 22, 2022

4 ottobre 2012: le prime sei aziende pioniere che operano in ambito infomobilità (SEA, Trenord, ATM, Trenitalia, Infoblu, Serravalle) effettuano la prima sperimentazione del modello ecosistema digitale E015 che non è altro che un insieme di regole per semplificare la collaborazione fra soggetti (enti o aziende) interessati a condividere dati con altri soggetti, che hanno bisogno di dati per arricchire le proprie soluzioni digitali.
Da allora, l’Ecosistema Digitale E015 è rapidamente cresciuto e conta oggi più di 600 soggetti aderenti, più di 100 applicazioni rese disponibili al pubblico e soprattutto oltre 500 relazioni basate su scambio dati utili a costruire contenuti e servizi in ambiti diversi tramite applicazioni E015.

A oggi – evidenzia Maurizio Brioschi – sono numerosi gli scenari applicativi, che non si erano immaginati nella fase iniziale, e che sono la testimonianza di quante declinazioni concrete dell’approccio E015 sia stato possibile abilitare nel tempo, generando soluzioni di valore insieme a soggetti pubblici e realtà industriali. Più della metà delle relazioni digitali dell’ecosistema E015 riguarda infatti mobilità, trasporti, cultura e turismo, seguiti da ambiente, sanità e sicurezza.

Come è nato E015?

Il termine Digital Ecosystem nasce, di fatto, oltre dieci anni fa con il “Progetto Strategico ICT per Expo”, iniziativa promossa e avviata nel 2010 da Confindustria, Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, Confcommercio Imprese per l’Italia, Assolombarda e Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza, con il coordinamento tecnico-scientifico di Cefriel.
L’iniziativa aveva come obiettivo la progettazione di un ambiente digitale per l’interscambio di dati tra aziende interessate a condividere in modo regolamentato flussi informativi in vista dell’Esposizione Universale di Milano 2015.
Grazie al confronto con diversi interlocutori, alla messa a fuoco delle esigenze di ciascuno e allo scouting delle migliori tecnologie e modelli disponibili, è stato identificato un approccio complessivo, sia tecnico che operativo, per poter agire in modo coordinato su aspetti organizzativi, di processo, normativi, di comunicazione e onboarding, al fine di abilitare lo scambio di flussi digitali come se fossero dei veri e propri prodotti digitali in contesti B2B.
L’Ecosistema Digitale E015 – spiega Emiliano Verga – favorisce la creazione di relazioni digitali fra soggetti diversi, sia pubblici che privati, interessati a valorizzare il proprio patrimonio digitale condividendolo o ad arricchire le soluzioni software per i propri utenti con le funzionalità e le informazioni condivise dagli altri partecipanti.
Nata per abilitare e semplificare lo scambio dati fra soggetti pubblici e privati del territorio, oggi l’ecosistema digitale E015 è una buona pratica riconosciuta a livello nazionale e internazionale.

Come si è arrivati dalla prima sperimentazione a Expo 2015?

La prima sperimentazione del modello E015 ha dimostrato fin da subito la possibilità di sbloccare valore dai dati con l’apertura pubblica del sito E015 – Digital Ecosystem nel 2013 da parte della società Expo 2015, prima, e, al termine del semestre espositivo, con il passaggio ufficiale nel 2015 a Regione Lombardia come soggetto attuatore e prosecutore dell’iniziativa (www.e015.regione.lombardia.it) e con il coordinamento tecnico scientifico di Cefriel.

Nel 2021, Regione Lombardia ha approvato la “Convenzione per lo sviluppo e la governance dell’Ecosistema Digitale E015”, rinnovando ulteriormente l’accordo per sviluppare l’ecosistema, realizzare nuovi servizi digitali e garantire opportunità agli operatori, pubblici e privati, della Lombardia.

Il valore di E015 è stato accertato anche all’interno di studi ampiamenti riconosciuti, come ad esempio quello effettuato dal NIST USA – National Institute of Standards and Technology –, il quale ha citato E015 tra i sei casi funzionanti di successo nella definizione di un Framework per le Smart City. Un altro esempio è lo studio effettuato dal JRC – Joint Research Centre – della Commissione Europea, il quale ha valutato E015 come principale best practice a livello nazionale e di riferimento su scala europea nell’ambito del documento “Application Programming Interfaces in Government”.

Cefriel ed E015: da precursori ad abilitatori di mercati di prodotti digitali B2B

L’approccio che ormai da tempo Cefriel propone per la costruzione di ecosistemi digitali ne fa un precursore di modelli sviluppati successivamente, come Gaia-X, inteso come innovativo modello di mercato per prodotti digitali Business-to-Business (B2B), con cui tale approccio è logicamente coerente e di cui rappresenta un’opportunità concreta di adozione.

Con Expo 2015, infatti, il percorso intrapreso da Cefriel con E015 nell’ambito degli ecosistemi digitali era appena iniziato.
Molteplici soggetti– commenta Michele Bonardi – hanno bisogno di scambiarsi alcuni dati con i propri partner senza dover necessariamente adottare un’unica piattaforma, ma mantenendo autonomia e capacità di evoluzione dei propri sistemi. La filiera o il distretto rappresentano il contesto di intervento principale per un approccio a ecosistema digitale.

Ecco, quindi, la definizione della filiera logistica di Cargo Malpensa come la Smart City delle Merci che coinvolge aeroporto, spedizionieri, handler di terra e tutti i soggetti della Cargo City.
Tuttavia, oltre ai contesti aperti e pubblici (come quello affrontato da E015), o le filiere e i distretti, per sostenere la competitività delle imprese e il loro efficientamento è emersa la crescente importanza di intervenire direttamente anche all’interno delle aziende, sia per consentire lo scambio regolamentato di dati quali veri e propri prodotti digitali B2B tra le diverse direzioni o tra le varie aziende di uno stesso gruppo industriale, sia per abilitare scenari innovativi con soggetti esterni, siano essi business partner o attori della supply chain.

Oggi – aggiunge Brioschi – questo approccio operativo per la creazione di mercati per lo scambio di prodotti digitali B2B, che continuiamo a chiamare con sempre maggiore consapevolezza e convinzione “Digital Ecosystem”, è sempre più un elemento fondamentale per tutte le aziende e le amministrazioni che vogliono cogliere al massimo in diversi scenari il valore per il business derivante dalla condivisione regolamentata di dati.

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