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Ecomobs, best practice di Regione Lombardia per la Mobilità Sostenibile

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Novembre 4, 2022

Si chiama Ecomobs – Ecosistema Mobilità Sostenibile – ed è lo strumento messo a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni per supportare le azioni di pianificazione e programmazione relative alla mobilità sostenibile. Regione Lombardia, con il supporto di un team interdisciplinare, ha realizzato l’applicativo che valorizza i dati pubblicati nell’Ecosistema digitale E015 da parte degli operatori che gestiscono le infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici. Ecomobs, pertanto, può considerarsi a pieno titolo, prototipo regionale della Piattaforma Unica Nazionale – prevista dalla normativa vigente al fine di garantire uniformità e omogenità delle informazioni riferite alle infrastrutture di ricarica su tutto il territorio nazionale – e buona pratica a cui si può ispirare il livello nazionale.

Come è nato il progetto Ecomobs?

“Nel 2019 – racconta Erminia Falcomatà, Dirigente Struttura Reti pubbliche e mobilità sostenibile di Regione Lombardia – abbiamo partecipato a uno dei Welcome Meeting E015 mensili organizzati da Cefriel e sono rimasti colpiti dalle potenzialità di questo strumento. Da lì abbiamo iniziato a lavorare, insieme a Cefriel e Aria S.p.A., per dare vista all’ECOsistema della MOBilità Sostenibile, partendo da una prima esigenza legata alla conoscenza dell’effettivo stato di fatto delle infrastrutture di ricarica ad accesso pubblico presenti sul territorio, per poi poterne pianificare il completamento della rete anche in relazione agli itinerari di traffico interregionali”.

A distanza di qualche anno e con una piattaforma nazionale che non è stata ancora attivata, Regione Lombardia si presenta con uno strumento che “attinge” in tempo reale i dati degli operatori presenti sul territorio anche a livello nazionale, mappa le colonnine di ricarica in maniera certificata, calcola indicatori, elabora report territoriali, propone approfondimenti tematici che via via si stanno implementando sui temi della mobilità sostenibile.

“All’avvio del percorso di definizione della piattaforma – afferma Claudia Terzi, assessore alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile di Regione Lombardia – avevamo elaborato, in collaborazione con le altre Regioni del Bacino Padano e a conclusione di progetto comunitario il cui capofila era Ricerca sul Sistema Energetico (RSE S.p.A.) – un documento tecnico che definiva l’architettura della piattaforma da alimentare con i dati di E015. Tale documento è stato presentato all’allora Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ma poi, convinti dell’utilità e della correttezza dell’approccio, autonomamente lo abbiamo realizzato. Una volta concretizzato, l’applicativo è stato illustrato al nuovo Ministero della Transizione Ecologica. Oggi ci accingiamo ad incontrare il Gestore dei Servizi Energetici (G.S.E. S.p.A.), a cui è arrivata in carico la piattaforma unica nazionale, perché crediamo nelle potenzialità dell’Ecosistema E015 che favorisce e governa lo scambio dati fra soggetti diversi all’interno di un ambiente regolamentato. Ci piacerebbe, visto il tempo trascorso nell’attesa della piattaforma nazionle e il lavoro fin qui svolto, che non si riparta da zero e che venga riusato, anche come buona pratica a livello nazionale, quanto già pronto e funzionante”.

Quali gli ostacoli incontrati e come è stato possibile superarli?

“Una delle difficoltà che abbiamo incontrato nella realizzazione del progetto – continua Erminia Falcomatà – è da attribuirsi alla necessità di coinvolgere gli operatori, convincendoli ad aderire a E015 e sviluppare le proprie API, sulla base di specifiche tecniche condivise durante incontri appositamente organizzati per essere presenti all’interno del catalogo di E015. Il rischio era di aver costruito un contenitore vuoto, privo di contenuto, di dati. Oggi possiamo dire di aver raggiunto obiettivi importanti, con una grande quantità di API presenti e pubblicate in E015 e integrate in Ecomobs a seguito di accettazione, da parte degli operatori, delle nostre richieste d’uso. Per questo devo dire che è stata preziosa la collaborazione con l’associazione MOTUS-E, prima associazione in Italia costituita per favorire anche in Italia la transizione verso la mobilità del futuro e accelerare il cambiamento verso la mobilità elettrica. Loro ci hanno aiutato a dialogare con gli operatori, creando quel rapporto di fiducia necessario per ogni collaborazione di successo. Oggi dobbiamo diffondere lo strumento presso le Pubbliche Amministrazioni e nell’ambito di iniziative pubbliche: per questo MOTUS-E si è resa disponibile a presentare l’esperienza acquisita e la nostra collaborazione pubblico-privato al terzo Forum per la Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile che si è tenuto a Milano dal 19 al 22 ottobre”.

Quale è stata la scintilla che ha portato a così grandi risultati?

“Per agevolare il processo di condivisione dei dati – risponde Falcomatà – abbiamo inserito nei bandi di finanziamento rivolti agli operatori per l’installazione di colonnine di ricarica il vincolo di condivisione delle informazioni tramite API E015: in sostanza chiediamo indietro un flusso dati ai beneficiari di finanziamenti pubblici, come peraltro previsto dalla normativa regionale vigente. Questa modalità, applicata a bandi già previsti, non comporta costi aggiuntivi per la Pubblica Amministrazione e al tempo stesso offre agli operatori un’occasione di visibilità e costruzione di relazioni di business con altri soggetti. Nella pratica abbiamo poi visto che la progressiva adesione dei primi operatori ha stimolato la partecipazione di altri, come in un ciclo virtuoso”.

Quale il futuro di Ecomobs?

“Vorremmo che dall’incontro con il G.S.E. S.p.A. si lavorasse congiuntamente alla Piattaforma Unica Nazionale – conclude l’assessore Claudia Terzi – mettendo a disposizione la nostra esperienza e tutti i dati ormai acquisiti in Ecomobs. Inoltre, pensiamo che Ecomobs possa diventare un progetto sinergico con MaaS for Italy, finanziato dal PNRR, che ha come obiettivo la condivisione di dati a livello nazionale, rendendoli disponibili agli operatori per creare servizi di mobilità sostenibile.
Questo è stato un grande lavoro di collaborazione tra soggetti pubblici e privati, sarebbe un peccato non replicare l’esperienza a livello nazionale”.