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DialogicaLab e Cefriel, quando i dati abilitano strategie efficaci di change e people management

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Ottobre 30, 2025

La valorizzazione e l’uso strategico dei dati testuali disponibili nelle organizzazioni per misurare e incrementare la coesione delle risorse umane verso obiettivi comuni. Questo l’obiettivo di un progetto realizzato da Cefriel insieme a DialogicaLab, un’azienda che supporta enti pubblici, aziende, reti multi-attore e cittadini che vogliono affrontare la sfida dell’impatto e della sostenibilità, attraverso consulenza, strumenti di assessment, formazione, coaching e ricerca. Il progetto nasce alla fine di un percorso precedentemente avviato, che aveva portato allo sviluppo del Network Cohesion Index (NCI), uno strumento di ricerca sviluppato in collaborazione con l’Università di Padova, pensato sia per reti multi-attore che per organizzazioni con l’obiettivo di misurare la coesione interna rispetto a un obiettivo di lavoro comune.

“Il Network Cohesion Index, soprattutto nella sua versione organizzativa, oggi potenziata dal Machine Learning per l’analisi dei dati testuali, ci ha fatto immaginare uno sviluppo futuro orientato all’integrazione di fonti informative che ampliassero la base di dati testuali a diposizione, per aumentare il valore dello strumento”, spiega Eleonora Bacioccola, Responsabile Ricerca e Sviluppo DialogicaLab.

A quale esigenza risponde il progetto?

DialogicaLab, attraverso questo strumento, offre alle aziende un dato osservativo scientifico sulle interazioni tra persone, integrando alla survey anche i dati testuali già disponibili, provenienti dagli scambi interni e da varie fonti aziendali. La principale peculiarità è l’analisi delle interazioni umane applicando la Scienza Dialogica: a differenza delle tradizionali survey, delle opinioni o delle sentiment analysis, questo approccio si concentra su “come” le persone collaborano e interagiscono tra loro per raggiungere uno scopo condiviso.

“Quando ci siamo rivolti a Cefriel – commenta Bacioccola – ci siamo chiesti come poter valorizzare ancora di più questo strumento, soprattutto in ambito organizzativo, sapendo che le aziende hanno a disposizione enormi quantità di dati testuali spesso poco sfruttati o usati per semplici analisi di contenuto”.

Change e People Management: come abilitare interoperabilità e integrabilità?

Al fine di progettare strategie di change management e people management dell’impresa, è stato avviato uno studio di fattibilità circa l’interoperabilità e integrabilità della versione NCI 1.0 con altri sistemi di raccolta dei dati testuali, per poter mettere a disposizione alle imprese dati scientifici sulle modalità interattive impiegate dai diversi ruoli che compongono un’organizzazione.

“Il progetto – prosegue Carlo Gallone, responsabile della comunicazione di DialogicaLab e membro del team di progetto – combina digitalizzazione e sostenibilità organizzativa e rappresenta un cambio di paradigma nella gestione del change management attraverso l’applicazione della Scienza Dialogica, ossia l’osservazione scientifica dei modi di interagire che si generano nell’uso del linguaggio, il NCI restituisce un dato osservativo scientifico  che consente di conoscere dove e come intervenire per ridurre inefficienze, frammentazione e incrementare coesione, innovazione del team e dell’organizzazione”.

Il valore del NCI risiede nella capacità di misurare il mindset delle risorse dell’organizzazione e quanto questo è orientato al cambiamento e alla coesione, garantendo interventi data-driven, invece che basati su percezioni soggettive. La Scienza Dialogica, sviluppata dal team di ricerca del prof. Gian Piero Turchi, consente di avere un metodo per l’osservazione e per la produzione di dati testuali, anche trasversale e confrontabile tra diverse organizzazioni, tra diversi contesti o tra diversi tempi di osservazione.

“Ci siamo resi conto – afferma Gallone – che molti strumenti informativi adottati dalle organizzazioni sono trasversali a diversi scenari, consentendoci di concentrare l’attenzione su quelli più strategici. Insieme a Cefriel abbiamo collaborato per mettere a fuoco l’esigenza concreta, ossia cosa ci serviva davvero per sviluppare un prototipo efficace. Abbiamo quindi approfondito come funzionano le aziende e quali fossero le fonti di dati testuali realmente disponibili. Da questo lavoro sono emersi tre criteri chiave: l’accessibilità ai dati, la conformità alle normative sulla privacy e l’importanza strategica e metodologica dei dati per le nostre analisi”.

Misurare la qualità delle interazioni: dal framework alla soluzione integrata

La fase di analisi ha generato un framework estremamente utile per progettare strategie di utilizzo dei dati testuali.

“Uno degli aspetti centrali che il framework si propone di affrontare – spiega Roberto Roncone, Senior Business Innovation Consultant di Cefriel – riguarda la capacità di guidare il team di Dialogica nell’individuazione delle sorgenti informative aziendali che possono apportare il massimo valore nell’analisi di un processo strategico di trasformazione”. In un contesto organizzativo in cui la quantità di dati disponibili cresce costantemente, grazie alla presenza di numerosi applicativi e canali di raccolta, la vera sfida diventa sapersi orientare efficacemente all’interno di questa vastità informativa.

La selezione accurata delle sorgenti informative più adatte agli obiettivi dell’analisi rappresenta un passaggio cruciale: solo così è possibile evitare sprechi di risorse – sia informatiche sia umane – e lavorare in modo più efficiente e mirato. Il framework, pertanto, parte da una valutazione dell’impatto che la trasformazione aziendale ha sulle funzioni e sui processi interni, elemento che consente di effettuare una mappatura precisa delle sorgenti informative maggiormente rilevanti. Una volta ottenuta una mappa delle sorgenti informative di reale valore, il framework accompagna il team nella valutazione degli aspetti tecnici più delicati, come l’integrazione dei dati e la loro sensibilità. Questo passaggio è fondamentale per garantire non solo la conformità normativa, ma anche la fattibilità tecnica delle soluzioni adottate e la protezione delle informazioni trattate.

“L’approccio proposto dal framework – sottolinea Roncone – si distingue per la sua replicabilità in qualsiasi realtà organizzativa. Inoltre, consente il riutilizzo di componenti già identificate in precedenti progettualità, come ad esempio le modalità di integrazione con applicativi già mappati. Questo aspetto favorisce l’efficienza e la continuità operativa, permettendo all’organizzazione di capitalizzare sulle esperienze pregresse e di ottimizzare gli investimenti fatti su strumenti e processi”.

“La creazione del framework – afferma Bacioccola – ci ha permesso di fare un salto di qualità: abbiamo infatti potuto avviare lo sviluppo della versione integrata dello strumento, basandoci su criteri chiari di compliance normativa, fattibilità tecnica e valore metodologico”.

Questo cambiamento non è solo tecnologico ma anche culturale: l’osservazione prescinde dal giudizio dei contenuti e si focalizza, invece, sui modi di interagire, su come queste dinamiche possono incidere positivamente sulla crescita aziendale e sul lavoro di squadra.

DialogicaLab e Cefriel: il valore della collaborazione

“La collaborazione con Cefriel – commenta Bacioccola – è iniziata quasi per caso, durante un matching day del bando Evoluzioni di Fondazione Cariplo. Siamo rimasti molto colpiti dal know-how di Cefriel sull’intelligenza artificiale: da quel momento, ci siamo fidati, senza fare scouting di altri partner. La precisione, competenza, la chiarezza e la capacità di guidarci di Cefriel sono stati decisivi per noi”.

A rendere possibile il progetto anche la disponibilità di un finanziamento: “InnovAction – afferma Gallone – ha sicuramente rappresentato un acceleratore di un percorso di innovazione che DialogicaLab era già decisa a continuare. E’ stata una leva abilitante fondamentale per avviare il nuovo progetto nel momento giusto, nel passaggio tra la conclusione di un’attività e l’inizio di un’altra. Oggi, grazie a questo percorso, ci sentiamo pronti non solo a continuare a innovare, ma anche a scegliere consapevolmente le strade migliori da intraprendere”.

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