Human Capital
Lavorare nell’innovazione digitale: Cefriel dà la parola ai suoi professionisti
News
Febbraio 28, 2024
Cefriel offre una varietà di professioni nell’ambito dell’innovazione digitale e, attraverso una prima serie di interviste doppie, ha cercato di raccontarle dando la parola ai professionisti, con uno sguardo sui diversi ruoli e sulle sfide affrontate dai membri dei diversi team.
Quello che emerge è una vasta gamma di ruoli e professioni che spaziano dal mondo dell’innovazione, alla ricerca, alla formazione e al marketing. Ogni persona che si racconta contribuisce in modo unico alla missione di Cefriel: quella di portare innovazione digitale al Paese.
Quello che emerge è una vasta gamma di ruoli e professioni che spaziano dal mondo dell’innovazione, alla ricerca, alla formazione e al marketing. Ogni persona che si racconta contribuisce in modo unico alla missione di Cefriel: quella di portare innovazione digitale al Paese.
Quali i percorsi formativi per lavorare nell’innovazione digitale?
Le persone di Cefriel raccontano che il loro background formativo proviene da ambiti molto diversi tra loro. Gabriella Bologna, ad esempio, racconta di essere partita da una passione per il visual design che l’ha portata a seguire un percorso di studi di Design della comunicazione. Simone Adduasio invece ha seguito la strada dell’ingegneria gestionale, mentre Jane Agrò è laureata in psicologia del lavoro. Il percorso formativo, per ognuno di loro, è stato però composto da diversi elementi, quali master, corsi di perfezionamento o esperienza lavorative, che li hanno portati a legarsi al mondo dell’innovazione digitale e a scegliere di farlo insieme a Cefriel.
Quali i progetti più stimolanti che li hanno fatti appassionare al loro lavoro?
I progetti realizzati in Cefriel vanno dalla innovazione di prodotti, processi e servizi, all’analisi dei dati, allo sviluppo di competenze e conoscenze sul digitale e alla consulenza aziendale. Ogni progetto presenta delle sfide uniche, che partono dallo studio dei bisogni dei clienti per arrivare alla realizzazione di soluzioni innovative che hanno un beneficio e un impatto tangibili.
Ognuna delle persone intervistate ha raccontato dei progetti di innovazione a cui ha lavorato e che hanno definito rendere più stimolante il loro lavoro. Tra questi Alessio Pilò e Giacomo Tagliabue raccontano del lavoro che ha portato alla creazione della Bilancia Delcon, vincitrice del Compasso d’oro 2022. Alessio afferma: “è stato interessante perché il progetto è partito a livello di concept e l’abbiamo portato avanti fino a realizzare un prodotto. Abbiamo raggiunto importanti obiettivi.”
Simone Adduasio invece parla della progettazione di un master sviluppato in collaborazione tra Nestlé e Politecnico di Milano per lo sviluppo di competenze digitali specialistiche in azienda.
Ognuna delle persone intervistate ha raccontato dei progetti di innovazione a cui ha lavorato e che hanno definito rendere più stimolante il loro lavoro. Tra questi Alessio Pilò e Giacomo Tagliabue raccontano del lavoro che ha portato alla creazione della Bilancia Delcon, vincitrice del Compasso d’oro 2022. Alessio afferma: “è stato interessante perché il progetto è partito a livello di concept e l’abbiamo portato avanti fino a realizzare un prodotto. Abbiamo raggiunto importanti obiettivi.”
Simone Adduasio invece parla della progettazione di un master sviluppato in collaborazione tra Nestlé e Politecnico di Milano per lo sviluppo di competenze digitali specialistiche in azienda.
Qual è la parte più bella di queste professioni?
“La parte più stimolante del lavoro è rendere comprensibile un fenomeno complesso grazie alla data visualization”, afferma Esther Ferruccio, alla quale replica Massimiliano Perletti: “la parte più intrigante è che ogni progetto rappresenta una sfida nuova, con contesti e domini differenti, in cui è possibile adottare o ricercare soluzioni sempre più innovative.”
“La cosa bella del lavorare in un contesto di ricerca e innovazione – afferma Ilaria Baroni – è che si è sempre spinti a migliorare l’esistente o a creare qualcosa di nuovo, non si tratta mai di fare qualcosa di ripetitivo o piatto. È appassionante vedere le proprie idee che prendono forma per costruire qualcosa, per poi poterne apprezzare i risultati.”
Una bella visione di ciò che è Cefriel la dà poi Benedetta Antonioli: “Lavorare in stretta collaborazione tra diverse funzioni aziendali mi dà la possibilità di lavorare in team multidisciplinari e di condividere idee e strategie per raggiungere gli obiettivi aziendali. In Cefriel non si smette mai di imparare.”
“La cosa bella del lavorare in un contesto di ricerca e innovazione – afferma Ilaria Baroni – è che si è sempre spinti a migliorare l’esistente o a creare qualcosa di nuovo, non si tratta mai di fare qualcosa di ripetitivo o piatto. È appassionante vedere le proprie idee che prendono forma per costruire qualcosa, per poi poterne apprezzare i risultati.”
Una bella visione di ciò che è Cefriel la dà poi Benedetta Antonioli: “Lavorare in stretta collaborazione tra diverse funzioni aziendali mi dà la possibilità di lavorare in team multidisciplinari e di condividere idee e strategie per raggiungere gli obiettivi aziendali. In Cefriel non si smette mai di imparare.”