È italiana la soluzione vincitrice al Semantic Web Service Challenge

An italian solution wins the Semantic Web Challenge

Milano, 18 Settembre 2006 – Scegliere sul web il fornitore più adatto al proprio business? Tra qualche anno un’azienda potrà selezionare via Internet un fornitore e acquistare componenti così come oggi è possibile individuare e comprare via web un volo low cost.

Per raggiungere questo traguardo, il Semantic Web Service Challenge, organizzato dal Prof. Charles Petrie dell’Università di Stanford, ha messo a confronto i maggiori centri di ricerca internazionale attivi nel settore. Ma è stata una realtà italiana a ottenere il miglior risultato.

“Questo risultato è il frutto della collaborazione fra ricercatori del Politecnico di Milano e del CEFRIEL, che hanno messo in comune le loro competenze scientifiche e tecnologiche” – commenta il Prof. Stefano Ceri, che ha coordinato il gruppo. “Il risultato è reso possibile dalla tecnologia WebRatio, che è stata usata come base per costruire l’applicazione sul Web e l’integrazione dei servizi, e dal sistema Glue, realizzato al CEFRIEL, che “scopre” dinamicamente i servizi sul Web.”

“La gara si è sviluppata in due fasi” – spiega Emanuele Della Valle, program manager delle attività sul Semantic Web al CEFRIEL. “Nella prima parte si è costruito un “modello” di come due aziende possono parlare fra loro e scoprire sul Web i migliori servizi. Nella seconda parte, la vera è propria sfida, i partecipanti hanno consegnato la soluzione, ed è stata poi aperta una busta virtuale che conteneva una serie di cambiamenti cui far fronte; ha vinto la sfida il gruppo che ha gestito in modo automatico il maggior numero di cambiamenti, dimostrando la maturità e la flessibilità della soluzione tecnologica presentata.”

“Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto – commenta Andrea Lacaita, direttore del Dipartimento di Elettronica e Informazione del Politecnico di Milano – anche perché dimostra che l’Italia ha un ruolo di primissimo piano nella ricerca internazionale sulle architetture software più innovative.”

“Le competenze tecnico-scientifiche del Dipartimento di Elettronica e Informatione del Politecnico di Milano si sposano appieno con le capacità del CEFRIEL di trasferire alle imprese e pubbliche amministrazioni soluzioni innovative” – ha affermato Alfonso Fuggetta, amministratore delegato CEFRIEL. “La nostra esperienza nel mondo delle applicazioni e degli standard industriali emergenti è stata fondamentale per la realizzazione di Glue e la sua integrazione in una soluzione vincente”.

“La tecnologia WebRatio, che si basa su un brevetto americano del Politecnico, ha dimostrato tutta la sua capacità di gestire applicazioni complesse sul Web e grande flessibilità nell’interagire con Glue – ha affermato Stefano Butti, amministratore di WebModels S.r.L., Spin-off partecipata dal Politecnico che sviluppa e commercializza WebRatio.

L’utilità dei Servizi Web Semantici

La tecnologia informatica ha visto negli ultimi anni l’impetuoso sviluppo dei servizi web, usati da centinaia di milioni di consumatori. I servizi semantici aggiungono ai servizi convenzionali dei meccanismi di auto-descrizione, che già iniziano a consentire sperimentazioni e sfide. Tra breve, essi consentiranno la scoperta e composizione dei servizi in rete in modo automatico. Tramite servizi semantici sarà possibile capire che una necessità degli utenti (ad esempio, sostituire in giornata un pezzo meccanico rotto) richiede di interrogare servizi di rivenditori, di pagamento e di trasporto, formulando l’obiettivo (il “goal”) e realizzandolo tramite complesse interazioni con molti servizi semantici. Durante la sfida, la ricerca del “miglior servizio di spedizione” è stata realizzata con Glue.

Tra le caratteristiche dei servizi web semantici, anche la capacità di adattare le richieste scambiate tra i servizi, tramite i cosiddetti “mediatori”; ad esempio, in un caso semplice, convertire valute o misure, oppure in un caso più complesso collezionare in un unico messaggio i dati relativi ad un ordine, che devono essere visti unitariamente da un servizio e sono viceversa prodotti separatamente da un altro servizio. Durante la sfida, un “mediatore” con queste caratteristiche è stato prima progettato e poi modificato utilizzando WebRatio.