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Intelligenza Artificiale per la content strategy: Cefriel supporta il primo progetto di GenAI di HERITA MARZOTTO WINE ESTATES
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Febbraio 13, 2026
“Con la crescita dei brand e il cambiamento del contesto – afferma Giorgia Donà, Business Intelligence SAP and AI Architect di Zignago Servizi – abbiamo capito che era importante sperimentare l’AI generativa per capire come potesse supportarci concretamente nelle attività quotidiane di digital marketing”.
Quali gli strumenti creati per gestire la content creation?
Sebbene il GPT sia stato addestrato con delle linee guida, come parole da evitare, tematiche da non trattare e fonti autorevoli da utilizzare, non sempre il taglio degli articoli proposti risulta in linea con la strategia del brand e solo una persona può comprendere se il contenuto veicolato è appropriato e pertinente. “In questo senso – evidenzia Di Piano – l’apporto umano è fondamentale e rappresenta un valore aggiunto. L’esperienza e la profonda conoscenza del brand consentono infatti di capire subito, dal tono dei titoli o dalle descrizioni iniziali, se un articolo funziona o meno”.
Il percorso è stato disegnato insieme a Cefriel, per garantire metodo, governance e trasferibilità ad altri brand del gruppo.
“La vera sfida – afferma Anastasia Leonidou, PM di progetto – non è stata implementare l’AI, ma ridisegnare i processi identificando con precisione dove l’AI accelera e dove l’intelligenza umana deve mantenere il controllo creativo e strategico. Abbiamo applicato un principio chiaro: l’AI si adatta all’azienda, non il contrario. Questo approccio ha permesso al team di appropriarsi della tecnologia, trasformandola in un amplificatore delle proprie competenze creative e strategiche. Il risultato? Non solo efficienza misurabile, ma un team più consapevole e autonomo. È questo equilibrio tra tecnologia e competenza umana a generare un valore duraturo”.
Qual è stato il ruolo di Cefriel nel progetto?
“Una delle esigenze che avevamo, e che il progetto ci ha aiutato a chiarire, – spiega Di Piano – era quella legata alla formazione. Ci eravamo già confrontati internamente e avevamo provato a usare il tool da soli, ma mai con un approccio strutturato, scientifico, o, comunque, non semplicemente esplorativo. Insieme a Cefriel abbiamo svolto un onboarding strutturato e completo sull’AI generativa e come questi strumenti possano essere utili”.
Di Piano chiarisce l’importanza di avere acquisito le conoscenze necessarie per creare delle linee guida e poter essere autonomi nella creazione di progetti simili in futuro. “In questo senso, Cefriel è stato un partner strategico non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche nella co-progettazione della soluzione, affiancandoci nelle varie fasi di analisi dell’approccio necessario a trasferire i processi ‘abituali’ su un tool basato su GPT, al fine di capire dove l’intelligenza artificiale si potesse inserire per semplificare e velocizzare le operazioni”.
“L’approccio di Cefriel – dice Giorgia Donà – è stato quello di ingegnerizzare i processi. Sistematizzare i flussi e il modo in cui lavoriamo è stato estremamente utile. Inoltre, non ci è stato semplicemente consegnato un output, ma lo abbiamo creato insieme, imparando ‘on the job’, così da diventare il più possibile autonomi nel replicare il processo e sviluppare progetti simili”. A questo proposito, prosegue Di Piano: “Abbiamo testato e messo a frutto le competenze acquisite con la creazione di un nuovo PED Writer dedicato a uno dei brand della nostra società, Cantina Mesa, e abbiamo adattato efficacemente il sistema nonostante le differenze sia nell’approccio alla strategia SEO che nelle esigenze di fine tuning per la creazione dei contenuti. L’identità di Cantina Mesa, infatti, è completamente diversa e ciò ha richiesto un cambio di prospettiva nella comunicazione. Grazie alle solide basi acquisite con Santa Margherita ed HERITA, oggi possiamo dire che le nostre competenze sono tangibili e applicabili anche ad altri contesti”.
Quali sono stati i benefici riscontrati con il progetto?
Quali le lezioni apprese grazie al progetto?
“Quando le nostre competenze sul brand, unite alle competenze tecniche interne che derivano da anni di lavoro con HERITA, si integrano con una solida esperienza tecnica esterna, si crea un mix ideale davvero potente. Dove noi non arriviamo, può intervenire un partner come Cefriel”, dice Donà.
“È stimolante lavorare a progetti di questo tipo” – conclude Di Piano. “Anche se sono sfidanti, ti fanno capire che spesso l’unico limite è la curiosità, la creatività e il modo in cui usi gli strumenti a disposizione. Questi strumenti, se applicati a progetti diversi e con nuovi punti di vista, possono davvero fare la differenza. E credo che sia solo l’inizio di un percorso”.