Cybersecurity
Cybersecurity accessibile per le PMI: APPtake porta sicurezza e conformità nel ciclo di sviluppo
News
Settembre 7, 2026
Il tempo a disposizione delle aziende per difendere il proprio perimetro si sta riducendo drasticamente, gli attacchi informatici secondo il rapporto Clusit 2025 sono aumentati del 42% rispetto al 2024 e nuove regole europee impongono requisiti di cybersicurezza lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti digitali. Per molte PMI il rischio non è soltanto subire un attacco, ma arrivare impreparate agli obblighi normativi e alle sfide introdotte dall’intelligenza artificiale nello sviluppo software.
Per supportare le piccole e medie imprese in questa trasformazione nasce APPtake (Uptake of Innovative Application Cybersecurity Solutions), progetto europeo che vede coinvolto tra i partner il centro di innovazione digitale Cefriel e che punta a rendere accessibili alle PMI strumenti, metodologie e competenze per integrare la cybersicurezza lungo tutto il ciclo di sviluppo delle applicazioni. L’obiettivo principale del progetto, infatti, è la costruzione di un portafoglio di soluzioni DevSecOps, personalizzate per aiutare le aziende a prevenire e contrastare le minacce informatiche. Il termine DevSecOps rappresenta l’integrazione delle pratiche di sicurezza informatica (Security) nei processi di sviluppo (Development) e operativi (Operations).
Per supportare le piccole e medie imprese in questa trasformazione nasce APPtake (Uptake of Innovative Application Cybersecurity Solutions), progetto europeo che vede coinvolto tra i partner il centro di innovazione digitale Cefriel e che punta a rendere accessibili alle PMI strumenti, metodologie e competenze per integrare la cybersicurezza lungo tutto il ciclo di sviluppo delle applicazioni. L’obiettivo principale del progetto, infatti, è la costruzione di un portafoglio di soluzioni DevSecOps, personalizzate per aiutare le aziende a prevenire e contrastare le minacce informatiche. Il termine DevSecOps rappresenta l’integrazione delle pratiche di sicurezza informatica (Security) nei processi di sviluppo (Development) e operativi (Operations).
“Molte imprese guardano alla cybersicurezza come a un passaggio successivo allo sviluppo del software. Con il Cyber Resilience Act questo approccio non sarà più sufficiente”, commenta Enrico Frumento, Security Research Lead di Cefriel. “La sicurezza dovrà essere dimostrata lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, anche quando parte del codice è generata dall’intelligenza artificiale. Per questo servono strumenti, processi e competenze che consentano alle PMI di innovare mantenendo controllo, qualità e conformità”.
Nell’ambito del progetto, Cefriel ha contribuito alla realizzazione di due paper dedicati a uno dei temi oggi più rilevanti per le imprese: come conciliare l’adozione dell’intelligenza artificiale con i requisiti di sicurezza, conformità e controllo richiesti dal Cyber Resilience Act (CRA).
Il paper “Programmazione assistita dall’IA e Cyber Resilience Act: obblighi, rischi e opportunità per i fabbricanti di prodotti digitali”, a cura di Angelo D’Amato, Fondatore di Vulnir, ed Enrico Frumento, Security Research Lead di Cefriel, chiarisce gli obblighi del Cyber Resilience Act e i rischi legati al codice generato dall’IA, indicando come gestire in modo coerente tracciabilità, controllo umano e DevSecOps, e riepilogandone le scadenze operative.
Il paper “Sicurezza nei sistemi potenziati dall’IA: da AI4Sec a Sec4AI”, a cura di Enrico Frumento, Security Research Lead di Cefriel, e Maura Pintor, Ricercatrice in Machine Learning Security dell’Università degli Studi di Cagliari, spiega come l’intelligenza artificiale possa rafforzare la cibersicurezza rilevando anomalie, classificando il traffico malevolo, analizzando il codice sorgente e assegnando priorità alle vulnerabilità oltre gli schemi predefiniti basati su regole (AI4Sec), ma, contestualmente, sia necessario proteggere gli stessi sistemi di IA, perché i modelli di machine learning possono essere ingannati sistematicamente mediante manipolazioni avversarie che causano classificazioni errate con un elevato grado di confidenza (Sec4AI).
Il paper “Programmazione assistita dall’IA e Cyber Resilience Act: obblighi, rischi e opportunità per i fabbricanti di prodotti digitali”, a cura di Angelo D’Amato, Fondatore di Vulnir, ed Enrico Frumento, Security Research Lead di Cefriel, chiarisce gli obblighi del Cyber Resilience Act e i rischi legati al codice generato dall’IA, indicando come gestire in modo coerente tracciabilità, controllo umano e DevSecOps, e riepilogandone le scadenze operative.
Il paper “Sicurezza nei sistemi potenziati dall’IA: da AI4Sec a Sec4AI”, a cura di Enrico Frumento, Security Research Lead di Cefriel, e Maura Pintor, Ricercatrice in Machine Learning Security dell’Università degli Studi di Cagliari, spiega come l’intelligenza artificiale possa rafforzare la cibersicurezza rilevando anomalie, classificando il traffico malevolo, analizzando il codice sorgente e assegnando priorità alle vulnerabilità oltre gli schemi predefiniti basati su regole (AI4Sec), ma, contestualmente, sia necessario proteggere gli stessi sistemi di IA, perché i modelli di machine learning possono essere ingannati sistematicamente mediante manipolazioni avversarie che causano classificazioni errate con un elevato grado di confidenza (Sec4AI).
Sicurezza e conformità nell’era del Cyber Resilience Act
Il Cyber Resilience Act (CRA) è il primo regolamento europeo a imporre requisiti obbligatori di cibersicurezza a tutti i prodotti con elementi digitali immessi sul mercato dell’UE. A differenza della normativa precedente – si legge nel paper – il CRA estende il proprio ambito di applicazione all’intero ciclo di vita del prodotto: dalla progettazione iniziale alla dismissione, compresi i servizi associati, il trattamento remoto dei dati e i relativi componenti software. Anche quando il codice è generato con l’IA, la responsabilità resta del fabbricante, che deve governare le dipendenze, le vulnerabilità e la conformità attraverso processi strutturati, controllo umano e pratiche DevSecOps che riducano la complessità e i costi delle correzioni successive. Per le imprese, la risposta alle nuove sfide è passare dal vibe coding all’ingegneria assistita. Il modello “human in control” assegna alle persone la definizione dell’architettura, la verifica della correttezza e la convalida della sicurezza. Modellazione, context engineering e principi classici dell’ingegneria del software aiutano a rendere il risultato più verificabile.
Mentre il processo di normazione del CRA avanza, il panorama dello sviluppo software cambia con la stessa rapidità e, per molti aspetti, nella direzione opposta a quella prevista dal regolamento. La diffusione del cosiddetto vibe coding – la pratica di delegare la generazione del codice ai modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), riducendo l’intervento umano alla sola definizione dei requisiti – introduce nuove categorie di rischio che il quadro normativo non ha ancora affrontato pienamente.
Mentre il processo di normazione del CRA avanza, il panorama dello sviluppo software cambia con la stessa rapidità e, per molti aspetti, nella direzione opposta a quella prevista dal regolamento. La diffusione del cosiddetto vibe coding – la pratica di delegare la generazione del codice ai modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), riducendo l’intervento umano alla sola definizione dei requisiti – introduce nuove categorie di rischio che il quadro normativo non ha ancora affrontato pienamente.
Sicurezza nei sistemi potenziati dall’IA: da AI4Sec a Sec4AI
Nel paper gli autori approfondiscono come portare sistemi di IA sicuri in contesti reali, a partire dall’assunto che la sicurezza richiede un approccio integrato. Per un’azienda, adottare l’IA non basta: occorre rendere sicuri sia i processi che la utilizzano, sia gli stessi sistemi di IA. Questo richiede dati di addestramento rappresentativi, test capaci di simulare attaccanti adattivi, controllo sul codice generato e monitoraggio continuo. Integrare questi elementi attraverso il paradigma MLSecOps e competenze umane qualificate permette di sviluppare soluzioni più affidabili, facilitare le valutazioni di conformità e rafforzare la fiducia di clienti e partner, evitando che vulnerabilità non governate si trasformino in debito tecnico difficile da recuperare.
AI4Sec usa l’IA per rilevare anomalie, classificare traffico malevolo, analizzare codice e dare priorità alle vulnerabilità. Sec4AI protegge gli stessi modelli da manipolazioni avversarie che possono causare errori ad alta confidenza e una falsa sensazione di sicurezza.
AI4Sec usa l’IA per rilevare anomalie, classificare traffico malevolo, analizzare codice e dare priorità alle vulnerabilità. Sec4AI protegge gli stessi modelli da manipolazioni avversarie che possono causare errori ad alta confidenza e una falsa sensazione di sicurezza.
APPtake: cybersicurezza sostenibile per le PMI
Coordinato da Pluribus One, APPtake riunisce 13 partner europei con l’obiettivo di sviluppare e diffondere soluzioni DevSecOps accessibili alle piccole e medie imprese.
All’interno del progetto, Cefriel supporta le aziende nella definizione di percorsi di adozione della cybersicurezza integrati con i processi di innovazione, favorendo l’introduzione di strumenti avanzati e la crescita delle competenze necessarie per affrontare le nuove sfide tecnologiche e normative.
Scarica gli instant paper sul sito del progetto APPtake:
All’interno del progetto, Cefriel supporta le aziende nella definizione di percorsi di adozione della cybersicurezza integrati con i processi di innovazione, favorendo l’introduzione di strumenti avanzati e la crescita delle competenze necessarie per affrontare le nuove sfide tecnologiche e normative.
Scarica gli instant paper sul sito del progetto APPtake: